Protesta a Brasilia
CALCIO – In esclusiva per Polisportiva Roma News, dal nostro inviato in Brasile.

RIO DE JANEIRO (BRASILE) – Le tv e i giornali minimizzano, all’estero se ne accorgono in pochi, ma la situazione in Brasile è davvero tesa, al punto che (dopo diverse proteste, soprattutto a San Paolo e Rio de Janeiro, verificatesi nei giorni scorsi) ieri la gara inaugurale tra Brasile e Giappone è stata seriamente sul punto di non disputarsi.

Questi i fatti: da alcuni mesi si registrano malcontenti popolari e prese di posizione contro la gestione – tutt’altro che trasparente – dei tre eventi sportivi in procinto di svolgersi in Brasile, ovvero Confederations Cup, Mondiali di Calcio e Olimpiadi.

Fino a ieri si assisteva soltanto ad interventi politici e a qualche piccola “scaramuccia” in piazza, ma ieri pomeriggio a Brasilia la situazione è davvero degenerata: alcune migliaia di manifestanti, nonostante l’imponente schieramento delle forze di polizia, sono riusciti a rompere i cordoni e ad assediare lo stadio “Mané Garrincha” nel quale si è poi disputata la gara Brasile-Giappone (per la cronaca, i padroni di casa hanno vinto per 3-0).

Molti di loro – più di qualche centinaio – sono riusciti addirittura ad entrare nell’impianto. Al momento dell’inaugurazione, la presidente Dilma Rousseff è stata sommersa da una valanga di fischi che è stata quasi sul punto di farla fermare: soltanto gli accorgimenti di alcuni tecnici audio (in perfetto stile “Fuga per la Vittoria“, per chi ricorda il film) hanno attenuato l’effetto su milioni di telespettatori, ma i presenti allo stadio hanno continuato con – se possibile – ancora più veemenza. Il presidente della Fifa, Blatter, ha cavallerescamente cercato di togliere d’impaccio la Rousseff, invocando il “fair play” da parte degli spettatori, ma riuscendo soltanto ad indispettirli di più.

Nel frattempo l’organizzazione “Anonymous Brasil” (legata al famoso gruppo di hackers) è riuscita a penetrare nel sito della Federazione di calcio brasiliana ed ha messo in rete una serie di dati sensibili, evidenziando “la violazione dei diritti umani, la speculazione immobiliaria, il desvio di denaro pubblico, la corruzione e il superfatturamento delle opere realizzate”, allegando nomi, prove e resoconti.

Intanto il Brasile è in fermento: la gente scende in piazza per protestare contro i recenti aumenti, l’escalation della malavita comune e organizzata, la carenza di infrastrutture sanitarie.

C’è da scommettere che non finirà qui…